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Ortopedia Prevenzione

I BAMBINI POSSO SOFFRIRE DI DITO A SCATTO?

La tenosinovite stenosante dei tendini flessori delle dita, conosciuta come “dito a scatto“, è una patologia infiammatoria. Colpisce per la maggior parte adulti tra i 40 e i 60 anni, soprattutto donne, ma può interessare anche i bambini tra gli 0 ed i 13 anni. Il chirurgo ortopedico specializzato nella mano, dottor Alberto Donadelli, ci ha spiegato che nei bambini “si tratta di una patologia congenita legata ad una deformità del tendine, che si manifesta come un nodulo e che impedisce un corretto scorrimento del tendine all’interno della guaina che lo riveste. Il dito colpito da questo tipo di infiammazione perde la sua funzionalità. Nei bambini il dito più spesso coinvolto è il pollice”.

Come può un genitore rendersi conto che il suo bambino può soffrire di questa problematica?

“E’ sicuramente molto difficile quando i bambini sono molto piccoli – ha spiegato il dottor Donadelli – una diagnosi corretta la si può fare solo quando raggiungono l’età in cui le loro mani dovrebbero aver acquisito il pieno della funzionalità”.

Il dito a scatto provoca dolore?

“Il dolore compare da subito insieme al blocco del dito e quindi alla perdita della sua funzionalità. In una prima fase, quando il blocco è lieve, la fisioterapia può dare buoni risultati, anche un paio di infiltrazioni locali possono essere risolutive anche se in realtà, nella maggior parte dei casi, la patologia recidiva ovvero i sintomi si ripropongono e la situazione tende a peggiorare”.

Quindi per risolvere questo problema è fondamentale ricorrere ad un intervento chirurgico?

“L’intervento chirurgico è risolutivo – ha continuato il dottor Donadelli – l’operazione viene fatta in day hospital con una anestesia locale. Anche nel caso dei bambini, quando la situazione precipita ovvero sia fisioterapia che tutori non sono più d’aiuto, allora è importante ricorrere all’intervento”.

Quali sono gli esami strumentali che occorre effettuare per ricevere una corretta diagnosi?

“La diagnosi è solo clinica. Spesso accade che nei bambini lo specialista richieda un’ecografia per evidenziare il nodulo ed escludere così una mancanza congenita del tendine estensore, ma nella stragrande maggioranza dei casi è sufficiente una visita specialistica“.

Per concludere, in caso di dolore, cosa è necessario fare in attesa dell’intervento?

“Per alleviare il dolore è necessario ricorrere a degli antinfiammatori e abbinare degli esercizi di allungamento delle dita per evitare la rigidità delle articolazioni”.

Alberto Donadelli

Chirurgo della mano, specialista in Ortopedia e Traumatologia.

Aree mediche e di ricerca: Patologie e artroscopia del gomito, del polso e della mano.

Specializzazione: Patologie traumatiche e compressive dei nervi periferici, esiti traumatici e chirurgia funzionale, patologia tendinea e degenerativa.