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Scoliosi e atteggiamento scoliotico: quali le differenze?

Scoliosi e atteggiamento scoliotico: la differenza sta nella colonna vertebrale. Nel primo caso infatti, si parla di una deformità strutturale della colonna vertebrale, che si presenta già in età pediatrica, tra gli otto e i dieci anni, ed ha come caratteristica di tendere al peggioramento fino alla maturazione scheletrica della colonna vertebrale ovvero fino a circa 15 anni. Diverso è l’atteggiamento scoliotico, infatti si tratta di una postura scorretta e non di una deformità strutturale, che spesso i bambini e gli adolescenti adottano poiché siedono in maniera scorretta o per colpa del troppo peso degli zaini scolatici. L’atteggiamento scoliotico, non trattandosi di un problema legato alla deformità della colonna vertebrale può essere corretto con una riabilitazione, diversamente accade per quella che viene definita scoliosi “vera”. 

Che cosa è la scoliosi? Come si fa una corretta diagnosi? E’ possibile curarla?

Sono domande utili a fare un po’ di chiarezza e per riuscire a dare una panoramica della patologia, ci siamo fatti aiutare dal chirurgo ortopedico specializzato in colonna vertebrale Franco Moretti della Clinica San Francesco. “La scoliosi così definita “vera” è forse una delle poche patologie di cui non conosciamo l’origine, sappiamo che si tratta di uno squilibrio del lavoro dei muscoli che agiscono sulla colonna vertebrale che provoca la progressione di questa deformità.  E’, a tutti gli effetti, una alterazione della forma della colonna vertebrale che si manifesta sul piano frontale piegata in modo anomalo e, in senso anteroposteriore con una alterazione delle curve normali che appaiono invertite ed infine ritorta a spirale sull’asse verticale. La caratteristica propria di questa patologia è il peggioramento progressivo dalla sua comparsa fino a quando la crescita tende ad arrestarsi, intorno ai 15 anni. La velocità e l’entità del peggioramento della scoliosi varia da persona a persona. La scoliosi dunque si manifesta precocemente e la si evidenzia a livello clinico con una asimmetria delle parti destra e sinistra della colonna vertebrale, non si evidenziano caratteristiche tali che modificano postura o deambulazione e soprattutto si tratta di una patologia totalmente asintomatica, priva di dolore e per queste ragioni è importante che sia uno specialista a diagnosticarla grazie anche a indagini strumentali radiologiche. Si tratta di una patologia che può essere corretta in maniera molto limitata perché gli strumenti a disposizione sono: sicuramente una ginnastica riabilitativa con esercizi mirati allo scopo di far lavorare in maniera simmetrica la muscolatura della colonna vertebrale, i busti, i corsetti e l’intervento chirurgico per i casi più gravi”.

L’intervento chirurgico è risolutivo? 

“L’operazione è risolutiva solo per la curvatura e la torsione delle vertebre, ma comporta un irrigidimento della colonna vertebrale che compromette enormemente l’attività sportiva e anche nella vita di tutti i giorni vengono limitati in maniera importante l’estensione, la flessione e le inclinazioni laterali, questo accade perché, le vertebre coinvolte nella curvatura vengono unite e fatte lavorare come fossero una sola vertebra”.