Prevenzione

L’importanza della prevenzione oculare: quali sono i principali rischi?

Le molteplici attività che caratterizzano la società odierna in ambito sia ludico che lavorativo richiedono una efficienza visiva al massimo livello.
Conseguentemente la perdita della vista rappresenta un grave handicap e deve essere messo in atto ogni provvedimento utile ad evitarla.

Analogamente a quanto accade per patologie a carico di altri organi ed apparati, anche nel caso della malattie dell’apparato visivo la prevenzione è nettamente più efficace della terapia, spiega il prof. Marco Peduzzi, Responsabile del Servizio di Oculistica della Clinica San Francesco.

Nei paesi ad alto reddito pro-capite la perdita della vista è correlata soprattutto all’invecchiamento.
Le principali cause di perdita della vista nella popolazione adulta-senile sono rappresentate dalle malattie degenerative della retina (in primis la degenerazione maculare), dal glaucoma, dal diabete e dalle patologie vascolari in generale.
L’incidenza della cecità da glaucoma in questi ultimi anni è diminuita grazie soprattutto ad una più diffusa precocità della diagnosi, oltre alla disponibilità di più efficaci mezzi di trattamento.
Anche per quanto riguarda le complicanze oculari del diabete, in primis la retinopatia diabetica, la diagnosi precoce è di fondamentale importanza perché consente di intervenire tempestivamente con trattamenti meno aggressivi e costosi, e più efficaci in termini di conservazione del visus.
Un’altra causa frequente di perdita della vista in questa fascia d’età è legata ai traumi (incidenti sul lavoro, incidenti automobilistici, traumi sportivi) che assumono rilevanza drammatica quando colpiscono l’occhio migliore in individui che per cause varie hanno l’altro occhio già compromesso funzionalmente.

I traumi sono purtroppo frequenti anche nei bambini, spesso in conseguenza di giochi maldestri o pericolosi. Nell’età infantile inoltre il visus di un occhio può non svilupparsi a causa di un’ambliopia (conosciuta anche come “occhio pigro”) dovuta a strabismo, cataratta congenita o anisometropia (cioè la presenza nei due occhi di difetti visivi molto differenti tra loro per cui l’occhio peggiore diventa “pigro”).
Nella primissima infanzia i principali rischi di perdita del visus possono derivare da danni da anossia durante il parto, oppure nei neonati prematuri da prolungato soggiorno in incubatrici ad elevata concentrazione di ossigeno. Nella vita intrauterina, oltre ad alcune malattie ereditarie, particolarmente rischiose sono le infezioni contratte dalla madre durante i primi tre mesi di gravidanza (rosolia, morbillo, toxoplasmosi, herpes simplex, cytomegalovirus nella pazienti affette da AIDS).

Da quanto sopra esposto emerge che le principali cause di perdita della vista sono rappresentate in gran parte da patologie prevedibili e/o curabili.
Come già detto, anche per quanto si riferisce alle patologie dell’apparato visivo la prevenzione è di gran lunga preferibile al trattamento, in termini sia di costi che di efficacia.

Per evitare l’insorgenza della patologia è indicato fornire consigli di tipo eugenetico alle coppie a rischio di concepire soggetti affetti da malattie ereditarie, sorvegliare che le madri non contraggano malattie infettive nei primi mesi di gravidanza (per questo motivo è consigliabile sottoporre le bambine in età pre-pubere alla vaccinazione antiruibeolica) e limitare allo stretto necessario nelle gestanti (dichiarate o anche solo sospette) le indagini radiologiche addominali e la somministrazione di farmaci.

Al fine di evitare la progressione di una patologia già instauratasi, di fondamentale importanza è la possibilità di diagnosticare precocemente la patologia di che trattasi con visite specialistiche programmate e/o idonei programmi di screening nelle popolazioni a rischio.

Meno complessa e meno dispendiosa appare infine la prevenzione della perdita di vista da infortuni: l’adozione di banali precauzioni, come ad esempio il semplice uso di occhiali protettivi nell’esecuzione di certi lavori, la progettazione di giocattoli “sicuri” e l’impiego di materiali “sicuri” nella loro costruzione, l’abitudine di allacciare le cinture di sicurezza appena saliti in automobile sono spesso sufficienti ad evitare che accada l’irreparabile.

Clinica San Francesco

La Clinica San Francesco è una struttura privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, specializzata in ortopedia e traumatologia e sede del CORE – Centro di Ortopedia Robotica Europeo.