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Prevenzione

Il varicocele tra le cause dell’infertilità maschile, ma si può risolvere

L’infertilità in Italia riguarda oltre 300 mila coppie e in metà dei casi dipende dal partner maschile, che in quattro casi su 10 è sterile a causa del varicocele, ovvero una patologia trattabile. Il varicocele è un disturbo che si sviluppa nella pubertà e consiste nella dilatazione delle vene spermatiche. Ma non solo. Ad incidere sul problema dell’infertilità c’è anche il numero di spermatozoi che negli ultimi 50 anni si è dimezzato.

Per conoscere più da vicino questo problema abbiamo chiesto al dottor Gianfranco Zampieri, specialista urologo della Clinica San Francesco come si origina e soprattutto come si può risolvere il problema del varicocele.

Quali sono le cause del varicocele e a che età è importante fare la prima visita?

“Per il varicocele esiste una predisposizione familiare, è caratterizzato dalla presenza di una dilatazione varicosa delle vene che fanno defluire il sangue del testicolo, più frequentemente quello sinistro, che provoca su di esso il ristagno di sangue e quindi l’aumento della temperatura e la ridotta ossigenazione. Si tratta di una situazione di cui generalmente il paziente non si accorge e per questa ragione è importante valutare la situazione dei testicoli già a partire dalla pubertà. Come accade per le donne, anche i giovani maschi è bene che si sottopongano a controlli medici durante la fase di crescita fino all’età adulta proprio per individuare precocemente il varicocele ed evitare la compromissione della fertilità. Dal punto di vista statistico questa patologia, in circa l’80% dei casi, è associata ad un testicolo ed è proprio a questa alterazione morfologica che sembra essere correlata un’incidenza sulla produzione spermatica. Fra le cause principali individuate dalla letteratura scientifica vengono annoverate l’insufficienza del sistema valvolare venoso, la differente lunghezza di pressione della vena spermatica sinistra rispetto alla destra, lo schiacciamento della vena renale e l’aumento in età puberale del flusso arterioso testicolare. Inoltre è opportuno ricordare che l’alterazione del liquido seminale, anche in presenza di varicocele, potrebbe esserne non direttamente correlata; infatti l’alterazione dell’assetto ormonale può associarsi ad alterazioni del liquido seminale. Il varicocele associato all’infertilità unita all’aumento dell’ormone FSH, indice di sofferenza testicolare, genera una disfunzione talvolta difficile da trattare”.

Come è possibile curare il varicocele?

“L’intervento chirurgico per rimuovere il varicocele si chiama varicocelectomia. Si tratta di un’operazione che comporta la legatura della vena colpita così da lasciare che il sangue possa defluire nelle altre vene non affette da questa patologia. Questa legatura può essere eseguita con tecniche diverse e con diverse modalità di anestesia. L’intervento comporta un aumento significativo dell’integrità degli spermatozoi e consente ai pazienti di avere un sensibile miglioramento nella quantità degli spermatozoi mobili, in circa il 60% dei casi. E’ importante sottolineare che l’intervento chirurgico non esclude la possibilità di recidiva del varicocele. Invece, se il varicocele non è associato ad alterazione del volume testicolare, ad alterazione dell’assetto ormonale, né ad altri sintomi, o non influisce sulla fertilità maschile, in genere non si consiglia l’intervento, quanto piuttosto periodiche visite per accertare lo stato di salute del paziente. Qualora in seguito agli esami si dovesse evidenziare una riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi ed il partner femminile risultasse fertile, è consigliabile intervenire”.